L’IA per la scuola potrebbe essere uno dei principali temi riguardanti lo sviluppo delle pratiche didattiche ed educative nei prossimi anni. Senza dubbio, molti studenti e docenti hanno cominciato a prendere dimestichezza con i vari tool come ChatGPT, Grok o DeepSeek. Ma quali sono le nuove prospettive aperte dall’impiego di questi strumenti?
Sicuramente, prima di affrontare nel dettaglio le straordinarie possibilità offerte dalle nuove tecnologie, dovrebbe essere posto un assunto: l’IA facilita e velocizza lo svolgimento di compiti complessi, e per questo potrebbe spingere chiunque ad abdicare ogni impegno creativo, lasciando alla macchina il ruolo che dovrebbe essere dello studente, o del docente.
Come per tutte le rivoluzioni tecnologiche, mi aspetto un impatto significativo sui posti di lavoro, ma è molto difficile prevedere esattamente quale sarà l’impatto.
Sam Altman, CEO OpenAI
L’IA nel mondo del lavoro
I lavoratori, secondo i principali operatori dei mercati finanziari e commerciali, saranno tra i primi a subire uno shock per l’impiego massiccio dell’Intelligenza Artificiale. Una riflessione quanto mai ovvia e scontata, poiché spesso nessun individuo può rispondere pienamente all’identikit ideale per un posto di lavoro.
Se si analizzano i principali siti per le offerte di lavoro, spesso vengono chieste qualifiche, conoscenze ed esperienze pressoché impossibili per un singolo lavoratore. L’IA potrebbe quindi sostituirsi, in alcuni mestieri, all’inevitabile fallibilità dell’essere umano.
Oltre la distopia
Oppure, in uno scenario ben più auspicabile, potrebbero formarsi corsi di aggiornamento professionale o indirizzi di studio specializzati nell’integrazione dell’IA nei processi lavorativi. I lavoratori del prossimo futuro potrebbero utilizzare le IA, invece di essere rimpiazzati dalle macchine.
Inoltre, come nella più banale delle elucubrazioni fantascientifiche, si potrebbe asserire che nessuna macchina potrebbe mai sostituire la genialità e l’unicità di un essere umano. L’efficienza dell’IA è indiscutibile, ma ogni suo prodotto sarà sempre, e inevitabilmente, frutto di un freddo calcolo.

L’IA per la scuola
Proprio l’unicità umana potrebbe essere il lie detector per un compito svolto tramite ChatGPT, in particolar modo nelle materie letterarie e umanistiche. Lo stile di scrittura, il lessico, l’utilizzo di artifici retorici sono infatti la manifestazione della propria sensibilità individuale, e una macchina finirà sempre per restituire elaborati freddi e impersonali, seppur grammaticalmente e linguisticamente ineccepibili.
Per questo, una volta disinnescato il rischio di un utilizzo sconsiderato delle nuove Intelligenze Artificiali, i docenti potrebbero sbloccare l’infinito potenziale di queste tecnologie. L’IA per la scuola può rappresentare lo strumento ideale per migliorare la qualità delle lezioni, velocizzare esponenzialmente le ricerche, moltiplicare i materiali a disposizione.
Non solo, si pensi anche all’impatto che potrebbe avere un assistente IA sullo studio delle lingue straniere, o sul miglioramento dell’ortografia e della grammatica. Un’IA generativa potrebbe anche sviluppare mappe concettuali e riassunti, infografiche o video, e persino materiali didattici interattivi come quiz e test, arrivando alla creazione di ambienti di realtà aumentata o virtuale. Possibili campi di applicazione che sono già al centro di seminari e convegni nel mondo della scuola italiana.

Accogliere le novità
All’inizio degli Anni Duemila, quando un semplice SMS di poche battute aveva un costo medio di circa quattordici centesimi, sembrava impossibile avere un giorno sistemi di messagistica simultanea gratuiti (o quasi). In quasi venti anni, però, le scuole si sono dovute adattare a uno sviluppo tecnologico senza precedenti nella storia dell’umanità, tentando di accogliere le novità con spirito critico e propositivo.
Quella dell’Intelligenza Artificiale è quindi solamente l’ultima sfida di un mondo sempre più interconnesso. Accogliere queste novità, abbracciare un sistema che preveda l’IA per la scuola e non contro la scuola, può portare agli studenti e ai docenti numerosi vantaggi: come con i computer e gli smartphone, anche l’integrazione delle IA sarà necessaria e inevitabile nella quotidianità.
Un’integrazione che è, in alcuni casi, già cominciata.
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