Il futuro della musica classica potrebbe dipendere fortemente dal mondo dei videogiochi. Al giorno d’oggi, infatti, pochissimi giovani ascoltano ancora Bach, Mozart, Beethoven o Tchaikovskij; ma tutti (o quasi) giocano ai videogame.
Ed ecco che negli ultimi trent’anni le produzioni più interessanti del panorama videoludico hanno presentato anche colonne sonore di assoluto rilievo, capaci di appassionare non solamente i gamer, ma anche e soprattutto direttori d’orchestra e compositori.
Una breve storia della musica nei videogiochi
In principio furono le musiche monofoniche. Quando il fenomeno dei primi videogiochi cominciò ad abbracciare milioni di appassionati, infatti, si comprese velocemente che, come nel cinema e nella televisione, anche i giochi necessitavano di colonne sonore. Niente di trascendentale, almeno in origine. Un esempio potrebbe essere la monofonia ripetitiva, ma riconoscibilissima, di Pac-Man.
Mentre l’industria videoludica cresceva, diventando un medium comunicativo sempre più apprezzato e riconosciuto, con essa crescevano anche le musiche di sottofondo. Tetris (1984) e Super Mario Bros. (1985) rivoluzionarono il concetto stesso di colonna sonora di un videogioco.
Il primo, un puzzle game inventato e sviluppato dall’informatico sovietico Aleksej Pazhitnov, è tuttora tra i giochi più imitati del panorama ludico, con il suo gameplay irresistibile e incalzante. La theme song è una riproposizione a 8 bit della canzone russa Korobeiniki, parte del repertorio del Coro dell’Armata Rossa, in quanto patrimonio culturale storico.
Il secondo, che non ha bisogno di presentazioni, è l’invenzione platform della Nintendo che rappresenta l’anno zero dei videogiochi. C’era un mondo prima e un mondo dopo Super Mario Bros., che è stato in grado di rivoluzionare anche il concetto di colonna sonora videoludica. Koji Kondo realizzò questa semplice melodia, divenuta nel tempo iconica, per la prima avventura dell’idraulico più famoso di tutti i tempi, ideata da Shigeru Miyamoto, il “padre del videogame“.
I ruggenti (e sinfonici) Anni 90
Il successo raggiunto dai giochi e dalle loro colonne sonore spinse presto molti compositori a cimentarsi con questo innovativo medium comunicativo. Durante la prima metà degli Anni 90, con l’avvento delle console a 16 bit, le musiche cominciarono ad assumere tratti sempre più sinfonici e complessi.
Il futuro della musica classica? Ancora presto per dirlo. Sicuramente, le grandi produzioni degli Anni 90 hanno introdotto un elemento fondamentale per i videogiochi. Per essere riconosciuta tra le produzioni “Tripla A” bisogna presentare anche una colonna sonora profonda e strutturata.
Un esempio è il capolavoro platform Crash Bandicoot, prodotto dalla Universal e sviluppato da Naughty Dog per la prima PlayStation. Ogni quadro aveva la propria musica, andando a remixare e riformulare il tema base dell’opening.
I Giochi di Ruolo (o RPG, Role-Play Game) diventarono fin da subito il terreno più fertile per lo sviluppo di colonne sonore di grande impatto. Ancora oggi, infatti, le musiche originali dei vari Chrono Trigger o Final Fantasy sono ricordate come le prime grandi produzioni musicali videoludiche.
In particolare, Final Fantasy VII, recentemente riproposto in una trilogia remake che sta confermando l’amore dei gamer per le avventure di Cloud e compagni, presentava una delle prime composizioni con un coro. One Winged Angel, e il suo iconico attacco, è sempre capace di far tornare alla mente dei videogiocatori fortissime emozioni. In fondo, Sephiroth è comunemente considerato uno dei tre migliori “cattivi” della storia dei videogiochi, insieme a Ganon (The Legend of Zelda) e Bowser (Super Mario).
Il futuro della musica classica o dei concerti? Il caso Distant Worlds
Gli Anni 2000 segnarono l’inizio di una nuova tradizione: i concerti con orchestre di musica classica. Più i videogiochi diventavano famosi, più le loro colonne sonore diventavano iconiche e amate. Così, i compositori delle principali etichette cominciarono a valutare la possibilità di suonare le OST (Original Soundtrack) in live, con un’orchestra specializzata.
Bach, Mozart, Beethoven e Tchaikovskij cominciarono a essere insidiati dalle musiche delle battaglie videoludiche con spade, magie e supermosse.
In questo scenario rivoluzionario, Square Enix giocò d’anticipo rispetto ai suoi principali competitor. Era lo studio di sviluppo dei principali JRPG (tra cui i già citati Final Fantasy) e il primo ad aver esplorato le potenzialità delle colonne sonore sinfoniche.
Così, dopo varie iniziative, nel 2007 approda negli auditorium di tutto il mondo Distant Worlds: Music from Final Fantasy, una serie di concerti di grandissimo successo, che da diciotto anni propone una selezione delle migliori composizioni della serie nipponica di giochi di ruolo più amata.
Il successo inaspettato, e tuttora dilagante, di Distant Worlds rappresenta il caso-studio da analizzare per comprendere se, effettivamente, il futuro della musica classica debba passare attraverso i videogiochi, come titolava recentemente RSI.ch.
Musica maestro! Il futuro della musica è qui
Così, come fa notare nell’articolo suddetto Michele R. Serra, moltissimi giocatori cercano sulle varie piattaforme di streaming le loro musiche preferite dopo aver giocato, e tanti si ritrovano ad ascoltare musica classica. Quindi, la musica classica non è stata soppiantata dai videogiochi, ma sta conoscendo grazie ad essi una seconda giovinezza.
Per i gamer, infatti, le colonne sonore hanno rappresentato un modo per ampliare le proprie conoscenze musicali, per esplorare nuovi orizzonti. Sono un esempio le compilation rap/hip-hop della Electronic Arts, con interessantissimi inserti rock e dance, per giochi sportivi o di corse, come i vari FIFA o Need For Speed.
Oppure, le recenti colonne sonore dei titoli ATLUS, come Persona 5: Royal e Metaphor: ReFantazio, che hanno provato a sperimentare tra vari generi e commistioni, con tracce jazz e blues, o unendo fanfare trionfali a litanie religiose recitate in Esperanto.
E sempre più musicisti e artisti cercano di attirare a sé un nuovo pubblico attraverso il successo delle musiche dei videogiochi. Non è raro, infatti, trovare su YouTube o altre piattaforme le cover di famosi brani videoludici, eseguite da giovani di tutto il mondo.
A volte si ripropongono in una versione 1:1, a volte con una lieve reinterpretazione che intende trasmettere le sensazioni provate dall’artista stesso mentre giocava al titolo in questione. Per esempio:
Più che una sostituzione, quella dei videogiochi è una grandissima operazione di sostegno alla musica (non solo classica, invero), per avvicinare un pubblico sempre più ampio a sinfonie, melodie e generi che spesso non sarebbero nemmeno presi in considerazione.
E voi? Qual è la vostra musica preferita dei videogiochi? Attendiamo le vostre risposte nei commenti!
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