L'IA è un'innovazione
IANovità TechProgrammazioneTecnologia

L’IA è un’innovazione o una minaccia?

Condividi
Condividi

L’IA è un’innovazione diventata il simbolo della tecnologia di questi anni, una nuova frontiera, che si sta espandendo e con la quale i miliardari hanno trovato un nuovo modo per spendere i propri soldi, diventando calamita per nuovi guadagni. Un sistema informatico che vuole simulare una forma di intelligenza. È un mezzo che può rendere più facile la vita, ottimizzare il lavoro in scala industriale, e non è considerata una minaccia finché può agire solo grazie all’uomo. 

Il confine tra l’uomo e la macchina

Negli ultimi anni, si stanno facendo nuove sperimentazioni su come l’IA e il cervello umano possano collaborare, portando il sistema a un livello superiore, che a lungo andare si può evolvere inaspettatamente.

La differenza tra le macchine e gli umani è principalmente la coscienza, il saper distinguere giusto e sbagliato, la consapevolezza delle proprie azioni, i sentimenti e le emozioni. Cercando di unire l’uomo e la macchina si oltrepassa un limite: sì ampliano i campi della tecnologia, ma forse questo porta ad esplorare qualcosa di autentico e complesso come la mente. L’IA è un’innovazione informatica che, tentando di imitare il pensiero umano, può finire per togliere le poche risorse che l’umanità possiede: il pensiero, appunto, e il saper vivere in una civiltà.

L’IA è un’innovazione nata per replicare l’imperfezione?

L’umano è un essere imperfetto, che può sbagliare, ma proprio per questo può anche migliorare; che dà vita a ricordi, che prova sentimenti positivi e negativi, e per questo può reputarsi vivo. Ogni individuo, con il proprio intelletto, crea, dando origine a nuove idee che hanno più valore se provenienti da una testa pensante e differente dalle altre, piuttosto che da un sistema costruito con schemi inculcati generando prodotti identici tra loro

Installandola nella mente, con il tempo l’IA riuscirebbe a creare un prodotto simile alla coscienza, che potrebbe portarla a sentirsi autorizzata a prendere decisioni autonomamente, non avendo più bisogno dell’uomo. E quest’ultimo si sentirebbe minacciato a non poter più riuscire a controllare il sistema, arrivando a uno scontro, dove per quantità numerica vincerebbe la tecnologia.

Un’IA installata nella mente umana sopporterebbe di essere imperfetta? Conviverebbe con un essere imperfetto? Accetterebbe di fornire supporto a una coscienza a tempo indeterminato, soprattutto se quella coscienza è nata per essere parte di un individuo mortale?

Il rapporto tra l’uomo e il tempo

La morte è l’unico argomento su cui l’uomo non potrà mai sapere niente; un punto interrogativo nella sua testa che rimane lì, lo mette in difficoltà e, pur essendo ignota, e finale, influenza tutta la sua vita.

L’ idea della morte spaventa perché è la scomparsa del proprio mondo, di ciò che si conosce, che si è amato, odiato, dei propri pensieri, dei ricordi, che componendo il proprio Io per tutta la vita vengono distrutti in una frazione di secondo.

Unendo l’ IA all’uomo si può dare a quest’ultimo la possibilità di vivere con il proprio cervello, ma in un corpo artificiale, cambiando la durata della vita, portando così alla ricercata eternità.

Si sa che il desiderio dell’uomo di essere immortale, modificando così il tempo, è per lui irresistibile, perché annulla tutti i suoi problemi. Ogni essere umano sa che ha un periodo limitato su questa terra, e il pensiero della morte lo angoscia, raramente la vede come un’opportunità di dare più valore al suo tempo, proprio perché è poco. 

La maggior parte degli uomini vuole esserci per sempre, soprattutto se è convinto di avere potere, di poter dominare sugli altri, effetto collaterale dell’eternità. E in questo modo aumenta anche il suo Ego e le sue manie di grandezza, elevandosi all’idea di essere una specie di dio.

L’IA è un’innovazione o una minaccia? Conclusioni

L’immortalità affascina chiunque, perché mette fine alla paura della morte, e ferma il tempo, eliminando scadenze e diminuendo il valore delle proprie azioni e il peso che si dà alle proprie scelte.

Il voler essere degli dei esprime il desiderio di sentirsi invincibili, forti e potenti. Ma che cosa potrebbe succedere se tutti diventassero onnipotenti?

Per una certa sete di potere che caratterizza l’uomo fornendogli la brama di volersi distinguere e di essere superiore agli altri, l’onnipotenza potrebbe portare all’annullamento di qualsiasi tipo di rispetto indispensabile per vivere in una società.

Perché ognuno cercherebbe di scavalcare l’altro, si aprirebbero le danze a innumerevoli scontri, che porterebbero a un’umanità (o quello che ne rimarrà) bisognosa di un nuovo ordine, ma più veloce ed efficace. Si arriverebbe all’utilizzo della forza, dal momento che tramite la paura si può costringere e vincolare, aprendo la possibilità al bisogno di un’autorità che mantenga l’ordine, che solo chi non fa parte dell’umanità indisciplinata potrebbe dare.

Quindi l’intelligenza artificiale? Così si arriverebbe al paradosso di farsi dominare dallo stesso strumento utilizzato per dominare la morte. La ricerca filosofica ed etica, nei prossimi decenni, saprà dare risposta a questi quesiti? Saprà disegnare scenari credibili di una futura convivenza tra uomini e macchine senzienti?

Soprattutto, l’uomo saprà mai accettare la sua finitezza e convivere con i limiti imposti dalla natura? O finirà per rivolgersi incoscientemente all’artificio del proprio intelletto, pur di donare immortalità alla propria coscienza?

Condividi

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I nostri social

Notizie dall'Istituto Alberti

EventiNotizie dall'Istituto Alberti

Microtrame di Vita: la presentazione dell’evento a Palazzo Valentini

Si è svolta presso Palazzo Valentini, in via 4 Novembre, la conferenza stampa di presentazione dell’evento “Microtrame di vita“, che si terrà il 10...

Articoli correlati
Il futuro della musica
Leggi. Ascolta. Guarda. Gioca.TecnologiaVideogiochi

Il futuro della musica classica passa dai videogiochi?

Il futuro della musica classica potrebbe dipendere fortemente dal mondo dei videogiochi....

Sostenibilità etica
AttualitàCuriositàPoliticaTecnologia

L’incoerenza della sostenibilità etica

Oggi ognuno conosce il concetto di sostenibilità etica: la responsabilità del singolo...

CinemaCultura & SpettacoloTecnologiaVideogiochi

Uncharted: dal videogioco al film

Uncharted, il videogioco sviluppato da Naughty Dog (creatori di Crash Bandicoot, Jak...

TecnologiaVideogiochi

La Tap Blaze rilascia Good Coffee Great Coffee

This isn’t just a game, it’s a blend of story-telling, creativity and...