La terra del ghiaccio
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La terra del ghiaccio e del fuoco: l’Islanda

L'Islanda è uno dei paesi più affascinanti del mondo, meta privilegiata per un viaggio immersi nella natura selvaggia

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La terra del ghiaccio e del fuoco“, così le guide turistiche chiamano l’Islanda. Una terra che ha da sempre affascinato non solo viaggiatori occidentali, ma amanti della natura selvaggia e incontaminata, oltre che appassionati della letteratura e delle saghe norrene.

Seguiteci, per un breve viaggio nel paese dove nel XVII secolo è stata rinvenuta l’Edda Poetica e che, ancora oggi, mantiene intatte tradizioni millenarie della cultura vichinga.

Panorama dalla Statale 54 [© Andrea Lambertucci]

Un territorio ostile

Iniziamo col dire che l’Islanda non è una meta facile. Per quanto possa sembrare affascinante, un viaggio in quest’isola, che divide l’Oceano Atlantico del Nord dal Mare di Groenlandia, potrebbe rivelarsi pieno di insidie.

La principale strada del paese è la Ring Road, la Statale 1, che circumnaviga l’isola ed è percorribile (come quasi tutte le strade islandesi) a una velocità massima di 90 km/h.

L’itinerario ideale, quindi, dovrebbe estendersi per circa nove giorni, calcolando la possibilità di visitare anche il Golden Circle, un anello che parte e arriva nella capitale Reykjavik, permettendo di vedere ghiacci, cascate, vallate e geyser.

Eruzione del geyser Strokkur. [© Andrea Lambertucci]

Una terra difficile, impervia, irta di pericoli, preda di correnti, gelate, eruzioni vulcaniche, scioglimenti di ghiacciai e venti straordinariamente potenti. Persino poeti di terre lontani erano affascinati dai racconti di chi vi si era recato: come Giacomo Leopardi, che proprio ad un profugo islandese affidò il compito di dialogare con la Natura, nel celebre dialogo delle Operette Morali.

Natura. Chi sei? che cerchi in questi luoghi dove la tua specie era incognita?
Islandese. Sono un povero Islandese, che vo fuggendo la Natura; e fuggitala quasi tutto il tempo della mia vita per cento parti della terra, la fuggo adesso per questa.

Per esperienza diretta, poi, si può raccontare che, nonostante un’attenta e accurata pianificazione, le condizioni climatiche rischiano spesso di scombinare tutti i programmi: la Statale 1 era stata in parte resa inagibile da uno Jökulhlaup, uno “tsunami” creatosi dal ghiacciaio che si riversa a valle, distruggendo un po’ tutto quello che trova sul proprio cammino. Sempre consultare le guide metereologiche islandesi e prestare attenzione agli avvisi diramati dalle associazioni locali.

La terra del ghiaccio e del fuoco (e della Natura)

Se fino ad ora si è parlato di geyser e di ghiacciai in movimento, non deve stupire il soprannome che l’Islanda si è vista assegnare dalle guide turistiche. Una dicotomia che segue ogni istante che si vive sull’isola: bagni termali si alternano a lunghe distese di ghiaccio, e desertiche strade inaridite dalle condizioni climatiche estreme.

Nell’area centro-meridionale del paese, la Spiaggia di Diamanti è sicuramente la principale attrazione turistica. Pezzi di iceberg di un blu intenso e acceso, che dalla Jökulsárlón giungono fino all’oceano, tornano sulla riva erosi dalle correnti e dal sale marino, trasformandosi in blocchi di ghiaccio cristallino.

Iceberg della Jökulsárlón. [© Andrea Lambertucci]
Turisti fotografano la lunga distesa della Diamond Beach. Foto scattata il 30 luglio 2024. [© Andrea Lambertucci]

Presso Mývatn, invece, sorgono alcune delle sorgenti termali migliori dell’Islanda, dove poter riposare e recuperare le forze. Che facciate il giro della Ring Road da Nord o da Sud, Mývatn sarà infatti più o meno a metà strada.

Tramonto sul Lago Mývatn, nei pressi dell’omonima località. Curiosità: Mývatn significa in islandese Lago dei Moscerini. Se vi chiedete il perché di un nome tanto particolare, vi basti sapere che ogni dubbio viene fugato in appena pochi minuti. Non scherziamo. [© Andrea Lambertucci]

Degna di nota la cittadina portuense di Húsavík, dalla quale partono continui traghetti (o canotti) per il whalewatching.

Coraggiosi turisti fanno whalewatching da molto vicino. L’estate non è il miglior periodo per vedere le balene, ma potreste consolarvi con il museo adiacente al molo dei traghetti, pieno di interessanti souvenir. [© Flickr]

Un viaggio tra poesia e mito

La terra del ghiaccio, ma anche della letteratura. Nel XIII secolo, proprio in Islanda, venne trascritta nel Codex Regius l’Edda Poetica, una raccolta di poemi in norreno, che narrano la mitologia dei popoli vichinghi.

Dalla creazione fino al Ragnarok, passando in rassegna i principali racconti degli Asi e dei Giganti, e le gesta di Odino, Thor, Frigg e Loki.

Alcuni di questi dèi norreni sono divenuti famosi soprattutto per fumetti e film della Marvel, ma rappresentano il fondamento di una delle mitologie più stratificate e affascinanti della letteratura mondiale.

La storia di Baldur, gli inganni di Loki, l’apocalittica battaglia della fine dell’era degli dèi, lo scontro fra Thor e Jǫrmungandr, sono probabilmente stati ispirati anche da questa magnifica e imperscrutabile isola.

L’eterno imbrunire delle serate estive. Le notti bianche. Vedendo il cielo, si comprende perché, nella mitologia norrena, si credesse che Sole e Luna fossero inseguiti dai lupi Hati e Skǫll. [© Andrea Lambertucci]
Il cielo islandese è spesso una danza scomposta di corpi celesti, resa ancora più magica dal fenomeno dell’aurora boreale. Anche in questo caso, meglio andare in inverno. [© Wikipedia]

Una terra da scoprire, un viaggio che fa riflettere sul rapporto tra l’uomo e la Natura. Sotto il cielo dell’Islanda è facile pensare di essere una piccolissima porzione dell’esistenza, e rimanere attoniti per gli incredibili fenomeni naturali.

La Natura, in Islanda, raggiunge la sua massima potenza, e per ogni abitante (o turista) che abbia il coraggio di convivere con questa forza soverchiante il premio è sicuramente una sinestesia di elementi visivi e sonori, di odori e sensazioni.

La terra del ghiaccio e del fuoco rappresenta ancora la magia dell’inesplorato e, in parte, dell’eternamente inesplorabile.

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Articoli scritti
Andrea Lambertucci

Professore di Italiano e Storia presso le classi della Sezione Moda dell'Istituto Alberti. Eterno sognatore, inevitabilmente curioso. Appassionato di cinema, sport, viaggi e videogiochi. So fin troppo bene di non sapere.

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